A tavola niente politica. I regolamenti di conti si fanno in piedi, lontano dai pasti

A tavola non si parla di politica, è una regola. Non se ne parla neanche se si ha l’assoluta certezza che tutti i commensali siano d’accordo su tutto perché la politica è “sangue e merda”, come diceva uno che se ne intendeva, e certe cose nel piatto è meglio non immaginarsele. Non si parla di politica come non si parla di niente che possa fare problema e acidità. Non si parla di religione e non per intimismo, anzi: è bene farsi il segno della croce, ringraziare all’inizio ma poi finirla lì, la verità non può essere oggetto di discussione.
19 APR 10
Ultimo aggiornamento: 19:43 | 16 AGO 20
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Il quarto intervento della serie "Che ve ne sembra della rissa?"

A tavola non si parla di politica, è una regola.
Non se ne parla neanche se si ha l’assoluta certezza che tutti i commensali siano d’accordo su tutto perché la politica è “sangue e merda”, come diceva uno che se ne intendeva, e certe cose nel piatto è meglio non immaginarsele. Non si parla di politica come non si parla di niente che possa fare problema e acidità. Non si parla di religione e non per intimismo, anzi: è bene farsi il segno della croce, ringraziare all’inizio ma poi finirla lì, la verità non può essere oggetto di discussione. Non si parla di malattie: tutti dobbiamo morire, il come è un dettaglio che rischia di far perdere l’appetito. Non si parla di soldi, specie se sono pochi, e nessuno dei presenti ha idea di come farne tanti, in fretta e senza troppa fatica.

E non si parla di lavoro, specie se nell’aria ci sono crisi
e licenziamenti. Non ci dovrebbe essere bisogno di dirlo: a tavola si parla di cibo, di vino e soprattutto di amore. Sono tre argomenti piacevoli e inesauribili, in particolare il terzo che a sua volta si suddivide in tre parti, eros, agape, caritas, capaci di accompagnare in svagata letizia migliaia di pranzi, cene, colazioni, merende, aperitivi lunghi e corti, spaghettate di mezzanotte. Per parlare d’amore bisogna essere circondati da persone amabili, ovvio, e quindi bisogna sedersi insieme ad amici sinceri, meglio se di animo poetico come Sandro Bondi, e donne dagli occhi grandi e dolci. Invece, i regolamenti dei conti, bisogna farli in piedi, lontano dai pasti.